Parliamo di adattamento, di apprendimento e tutto ciò che può rendere l’uomo sicuro e tranquillo in un determinato contesto, ma a mio avviso (di carattere anti-darwin) ciò che può rendere felice la generazione umana è l’amore verso la vita e le persone che vi fanno parte. Leggendo un libro di E. Fromm “Psicoanalisi dell’amore”, miccia che ha acceso il fuoco ardente  della mia voglia di studiare psicologia dopo aver conseguito la triennale in sociologia, ho dedotto che la stabilità di vita sta nel trovare un equilibrio tra il senso che attribuiamo alla vita e le cose che essa stessa offre. Ecco, la tristezza, l’insoddisfazione e la sensazione di non farcela (legate in senso lato al concetto di necrofilia) cesserebbero di esistere se si provasse amore nello svolgere qualsiasi tipo di attività pensando che le finalità delle azioni compiute possano dare effetti positivi alla mente e allo spirito. Quando si parla d’amore dunque, non si intende solo quel tipo di amore tra  marito e moglie,fidanzati etc. Questo tipo di amore trova forma in carezze, dimostrazioni, nello stare semplicemente insieme. Il senso dell’amore di cui parlo è quello che spesso noi esseri umani non valutiamo o diamo per scontato proprio perchè non prende facilmente forma in azioni concrete. Se si cominciasse ad apprezzare anche le cose più semplici, forse il concetto d’amore di cui parlo sarebbe più chiaro. 

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